25 aprile: Trekking urbano Earth Day 2017

Giornata della Terra… senza muri e senza confini

Celebriamo l’Earth Day 2017 percorrendo Roma in movimento lento: 10 km di passi e tante storie da raccontare, perché il movimento è il respiro del pianeta, il movimento non conosce frontiere.

L’uomo nasce migrante, fin da quando Lucy ha lasciato il Corno d’Africa per colonizzare il mondo… E la storia s’incarica puntualmente di smascherare l’inutilità dei muri eretti a custodi dell’egoismo e del potere.

Finché nel mondo globalizzato ci saranno guerre imperialistiche per il controllo delle riserve di combustibili fossili ed eclatanti differenze di reddito, di aspettativa di vita, di giustizia fra l’Africa e il resto del mondo, inevitabilmente ci saranno migrazioni in cerca di una vita migliore. Nessuno emigra a cuor leggero, nessuno lascia felicemente la propria terra d’origine, i luoghi dove ha mosso i primi passi e provato le prime emozioni.

Nel nostro Paese sempre più vecchio e con sempre meno natalità, se negli ultimi 15 anni non avessimo avuto nuovi cittadini immigrati oggi avremmo 5 milioni di abitanti in meno e inevitabili conseguenze su tutti gli equilibri macroeconomici della nostra società, mentre l’Appennino dei terremoti è sempre più a rischio abbandono e gli eventi tellurici degli ultimi mesi hanno accelerato un processo di spopolamento già in atto da molti decenni.
Per questo gli immigrati sono una Risorsa, non un problema.

INFORMAZIONI

Partenza: appuntamento ore 8:15 al Piazzale della Stazione Roma Tuscolana
Arrivo: ore 13:30 al Villaggio per la Terra, allestito per l’Earth Day al Galoppatoio di Villa Borghese.

La partecipazione alla nostra camminata è gratuita, chiederemo soltanto un contributo volontario da destinare ai progetti di solidarietà del gruppo di volontariato Baobab Experience di Roma.

Dalle 14:00 alle 15:30 si terrà una tavola rotonda dedicata al tema dei cammini attraverso le esperienze di associazioni affiliate a FederTrek che porteranno le loro testimonianze e racconteranno i loro progetti:

  • Movimento Tellurico, promotrice del progetto nazionale “Lunga marcia per l’Aquila”, si soffermerà sul tema della ricostruzione e promozione dei territori colpiti dal sisma, affrontando la questione dal punto di vista dei migranti.
  • Sentiero Verde, storica associazione di Federtrek, racconterà invece la storia della ideazione del nuovo percorso escursionistico “A piedi con Benedetto”, che si snoda dal cuore della città di Roma e arriva fino a Subiaco.

Interverranno:

  • Enrico Sgarella (Presidente Movimento Tellurico)
    La Lunga Marcia per l’Aquila e il ruolo dei migranti per i territori colpiti dal sisma

  • Pietro Pieralice (Presidente Sentiero Verde)
    Il progetto di realizzazione del Cammino di San Benedetto

  • Saranno inoltre ascoltate le esperienze e le storie del Baobab Experience di Roma e dello SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) Progetto SabinaModera: Ilaria Canali (Federtrek Comunicazione)

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Il punto sulla situazione a L’Aquila a 8 anni dal terremoto

Nell’immediatezza del sisma c’era chi contestava la scelta sciagurata di creare 19 nuove “New Town” disperse nel territorio in un’area più grande di quella compresa all’interno del raccordo anulare di Roma con strutture abitative che non avevano nulla di “provvisorio” ma che al contrario avrebbero creato più problemi, nel futuro prossimo e remoto, per essere conservate e/o smantellate o comunque gestite.

In un qualche modo ciò avrebbe condizionato i tempi della ricostruzione o l’idea stessa di riuscire a ricostruire una “New Town” aquilana, città storia fra le più belle in Italia, dov’era ma Meglio di com’era..

Il libro all’epoca scritto da Georg Frisch si intitolava “Non si uccide così anche una città?”.

L’Aquila (def) pubblicazione Georg Frisch

Molte delle difficoltà attuali dell’Aquila, città che non è più quello che era e che andrà in un qualche modo ripensata e rifondata, per quanto riguarda il suo centro storico; difficoltà che vengono puntualmente individuate e descritte nella “visita guidata” di Legambiente che pubblichiamo (vedi in fondo) derivano da quelle scelte sciagurate, dalle speculazioni che facevano “ridere” molti amici degli amici che hanno accompagnato la costruzione delle New Town, dalla totale mancanza di un pensiero sistemico ed ecologico in chi a livello dei più alti poteri dello stato dovrebbe prendere le decisioni “giuste” nell’interesse della popolazione nell’immediatezza dei disastri.

Ancora oggi c’è chi sostiene che quella delle New Town era l’unica scelta possibile. Non è vero, naturalmente, ma manca ora la possibilità di una controprova. Quello che appare eclatante,  oggi con i terremoti del centro appennino, ieri con quello dell’Aquila è la totale mancanza di preparazione dello Stato, la (voluta?) mancanza di una legge che pianifichi le attività da porre in atto, la prevenzione nel senso di esser pronti prima, nelle zone in cui è certo che si verificheranno futuri terremoti, ad affrontare le emergenze, avendo già individuato le aree in cui impiantare i moduli abitativi provvisori, predisposte agli allacci alle utenze, con uno stock di prefabbricati immediatamente disponibili a livello centrale.  In un mese le sistemazioni provvisorie potrebbero essere pronte e la gente non dovrebbe essere sfollata al mare per mesi e forse anni. Prevenzione altresì nel senso di una campagna d’informazione per i buoni comportamenti da tenere in caso di sisma (campagne Edurisk) che diminuiscono il rischio e riducono le vittime fino al 50%. Prevenzione nel senso di una messa in sicurezza strutturale di tutti gli edifici pubblici, delle scuole e degli ospedali che devono rimanere in piedi, sicuri ed aperti.

La prontezza degli interventi d’emergenza (In tal senso nulla da dire sulla Protezione Civile ma soprattutto sul grande cuore delle decine di migliaia di volontari che si muovono per la solidarietà immediata) , la velocità nell’approntamento delle strutture abitative provvisorie, il coinvolgimento delle popolazioni nel controllo stesso del territorio e nella sua cura, sono gli strumenti per mantenere gli abitanti vicini alle loro case, alle loro piazze, alle relazioni umane che costituiscono tutte insieme una città e impedire l’abbandono del territorio e la perdita di abitanti in contrade già duramente colpite dalla migrazione economica.

Questo è anche il messaggio che vogliamo privilegiare quest’anno con la Lunga Mrcia 2017 , nelle terre del sisma, lungo le faglie dell’Appennino dal 28 giugno (Fabriano) al 8 luglio (L’Aquila)

Enrico Sgarella

Presidente dell’APS Movimento Tellurico, trekking ecologia e solidarietà.

visita-guidata-aquila  LEGAMBIENTE

 

Domenica 26 marzo: Trekking urbano dal Quadraro a Torpignattara

Domenica 26 marzo proponiamo una nuova camminata urbana alla scoperta della storia e delle storie dei quartieri romani Quadraro e Torpignattara: Una camminata tra rEsistenze E cambiamenti.

Si tratta della seconda tappa di un percorso urbano fra piccole e grandi storie di Resistenza e cambiamento, raccontate da individui e rappresentanti di realtà associative locali che incontreremo camminando tra i due quartieri.
Con i nostri passi vogliamo unire queste storie. E le vogliamo idealmente unire anche alle storie di resistenza di quanti oggi, nelle zone terremotate del Centro Italia, ostinatamente, coraggiosamente, difendono il loro diritto a continuare a vivere sulle loro terre. A loro andranno le donazioni che raccoglieremo lungo il cammino.
La prima giornata svoltasi da Cinecittà al Quadraro il giorno 19 febbraio ha riscosso grande partecipazione. Invitiamo chi era venuto a continuare il cammino con noi. E speriamo che nuovi camminatori si uniscano!

Per organizzare al meglio il percorso è importante sapere quanti saremo: vi chiediamo quindi di comunicare la vostra partecipazione ai contatti sulla locandina.
Stiamo anche cercando di organizzare un pranzo insieme, a prezzi contenuti, dopo la camminata. Fateci sapere se siete interessati.

I fondi raccolti saranno destinati a iniziative di solidarietà nei confronti di persone, famiglie, piccole aziende che hanno perso tutto con il terremoto. Raccoglieremo le donazioni lungo il cammino. E’ anche possibile effettuare un bonifico bancario, indicando: “aiuto per Norcia “e aggiungendo i dati e indirizzo email sul conto Banca Etica di Movimento Tellurico: IBAN IT17Z0359901899050188527211

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5 Marzo 2017 – Festa dell’Altra Neve

Camminata di solidarietà nelle terre del sisma

Ore 9:45 – Macereto di Visso (MC)

Domenica 5 marzo l’Associazione Movimento Tellurico, nell’ambito della Festa dell’altra neve promossa da FederTrek, organizza una camminata solidale nel cuore del Parco dei Monti Sibillini per esprimere solidarietà alle popolazioni che sono state duramente messe alla prova dai terremoti dello scorso autunno.

L’iniziativa si svolgerà nella località di Macereto, a cavallo tra i comuni di Visso e Ussita (MC), con ritrovo alle ore 9.45 presso il caseificio della Tenuta Scolastici: un’azienda che rappresenta un’eccellenza gastronomica del territorio (Presidio Slow Food) e che nonostante le difficoltà continua ad andare avanti con la produzione. Marco Scolastici, con la passione dei suoi 28 anni, ci racconterà la sua storia di imprenditore che nella tragedia ha trovato la forza, e la fortuna, di poter continuare la sua attività.

La camminata si svolgerà lungo uno splendido itinerario adatto a tutti, con uno spettacolare affaccio sul Monte Bove innevato e sul Santuario di Macereto. Con noi cammineranno alcuni abitanti del territorio che, insieme a Marco, non hanno voluto abbandonare la loro terre in questi mesi invernali.

Al termine della camminata è previsto un pranzo presso il Ristorante La Mezza Luna di Ussita, che ha riaperto la sua attività da qualche settimana.

Menù 15 euro: un primo, due contorni, formaggio di Scolastici, vino, acqua e caffè.

N.B. Per accedere a Ussita è necessario comunicarci preventivamente nominativo del conducente e la targa dell’automobile, in modo da poter ottenere i permessi per accedere.

INFORMAZIONI:

Punto di incontro: ore 9.45 presso Tenuta Scolastici: https://goo.gl/maps/t7X9V6Fa8772

Durata camminata: 3h – Lunghezza: 9 km

Difficoltà: adatta a tutti

Spese: eventuale affitto ciaspole in caso ci fosse neve.

 

COME ARRIVARE: 

Partenza in macchina o bus (da Roma) in relazione al numero di partecipanti.

Per chi viene da Roma (o dall’Umbria) consigliamo di prendere la SS77 che da Foligno- Civitanova Marche, uscire a Muccia e percorre la SP 209 in direzione Visso sino al 70 km in cui sulla sinistra troverete le indicazioni per il Santuario di Macereto – Cupi.

 

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:

Tel. 3284194746 – Mail movimentotellurico@gmail.com

APPELLO PER LA LUNGA MARCIA 2017

Lungo le Faglie dell’Appennino Centrale

28 giugno – 8 luglio | Da Fabriano a L’Aquila
www.lungamarciaperlaquila.it

La Lunga Marcia 2017 (VI edizione) si svolgerà dal 28 giugno all’8 luglio attraverso i territori che sono stati duramente colpiti dagli eventi sismici degli ultimi mesi. Sarà uno scenario di Terre-Mutate, in cui amministrazioni e cittadini stanno lavorando duramente per ricostruire il proprio futuro. A loro vogliamo prima di tutto esprimere la nostra solidarietà unendo idealmente, con una lunga sequenza di passi, le zone colpite dagli ultimi eventi sismici con L’Aquila, città assurta a simbolo delle distruzioni che un terremoto può provocare.

L’obiettivo della nuova edizione è tessere reti di relazioni solidali per dar voce alle necessità, ai progetti e all’impegno di cittadini e associazioni che si sforzano di resistere per ricostruire una nuova prospettiva di vita.

È tuttavia un dato di fatto come la gestione dell’emergenza post sisma e il successivo avvio della ricostruzione vengano gestiti con una eccessiva lentezza. L’Italia, Paese nel quale i terremoti sono da sempre un dato di realtà, non dispone ancora di un piano di intervento nazionale da attuare a seguito di un evento tellurico o di altri disastri. Tutto viene spesso reinventato come fosse la prima volta e ogni volta si verificano lungaggini dovute alle inevitabili incertezze burocratiche. Tali lungaggini favoriscono inevitabilmente l’abbandono del territorio, spesso in zone già colpite dallo spopolamento e dalla crisi economica.

Al contrario, la tempestività dell’intervento e la permanenza dei cittadini nei propri luoghi di residenza rappresentano, oltre alla rapidità nella ricostruzione, elementi essenziali per favorire la resilienza delle popolazioni.

Con la Lunga Marcia 2017, in linea con quanto proposto dagli ordini di geologi, ingegneri e architetti, richiediamo alle Istituzioni di lavorare per gestire al meglio l’emergenza dopo i disastri e ridurre i danni per mezzo di un’adeguata prevenzione. È necessario partire dagli studi portati a termine dall’INGV da cui emergono informazioni sempre più precise sulle zone a maggior rischio sismico e si individuano le aree per le quali è presumibile attendersi future scosse. È fondamentale pianificare preventivamente le procedure da seguire in caso d’emergenza nei comuni siti in tali zone, con il coinvolgimento attivo dei cittadini (a livello esemplificativo: avere a disposizione uno stock di casette a livello centrale, avere già individuato preventivamente le zone dove sistemarle, avere già predisposti i punti d’allaccio alle utenze).

Contemporaneamente, in linea con il progetto Edurisk dell’INGV, proponiamo che si incentivi un processo di educazione al rischio nei territori vulnerabili (per ridurre del 20% – 50% le morti provocate da eventi disastrosi) attuando alcune buone pratiche di prevenzione, tra cui: coinvolgimento delle popolazioni nella preparazione e diffusione dei piani di protezione civile, trasparenza e comunicazione sulla sicurezza sismica degli edifici pubblici, segnalazione delle aree di sicurezza, progettazione di piani di sviluppo del territorio che tengano conto del rischio e coinvolgano attivamente la comunità locale.

Per perseguire tali obiettivi serve un impegno comune fra chi il terremoto lo ha già subito e punta a una ricostruzione veloce e adeguata e chi, pur non avendo subito danni, si trova a vivere a cavallo delle faglie in zone a rischio sismico accertato. Occorre una comunanza d’intenti, unire le forze per un progetto unico, ambizioso, di reale cambiamento culturale prima ancora che materiale. Non è più possibile aspettare passivamente la prossima scossa senza fare nulla!

Lunga Marcia 2017 “Lungo le Faglie dell’Appennino” per solidarietà, ricostruzione e prevenzione antisismica.
P
er una vera grande opera utile a tutto il Paese!

 Se intendi far parte della rete di associazioni che supportano l’iniziativa scrivi a: movimentotellurico@gmail.com

19 febbraio 2017: trekking urbano “Dagli Acquedotti a Quadraro”

Quadraro 19 febbraio

DAGLI ACQUEDOTTI AL QUADRARO
Storie e incontri su vecchie e nuove resistenze

    • Un trekking breve ma intenso, solo 8 km, con tanti incontri, storie, emozioni. Un piccolo allenamento per le gambe, un grande allenamento per il cuore.
      L’escursione è gratuita, eventualmente chiederemo ai partecipanti solo un contributo, assolutamente volontario, per alcune piccole realtà produttive della zona di Norcia colpite dal terremoto.*
      Al termine, possibilità di un piccolo pranzo insieme (prezzo agevolato) presso la Locanda dei Girasoli.
      Ci accompagnano: Paolo, Fernando e Silva.
      Collaborano alla realizzazione: i Volontari del Parco degli Acquedotti, l’Associazione Baracca e Burattini, Gazebike, la Locanda dei Girasoli, Livio Curatella, Riccardo Sansone.

Cliccare qui per l’evento Facebook

 

*L’area colpita dal terremoto dello scorso autunno-inverno è davvero vastissima e si estende su 4 regioni. Innumerevoli sono i problemi di rilancio dell’economia in tante zone già impoverite da una consistente emigrazione economica.

Dopo aver contribuito all’acquisto di una tensostruttura per aiutare un allevatore di Sommati di Amatrice, abbiamo pensato di chiedere nuovamente un piccolo aiuto a chi cammina con noi per aiutare tre amici di Norcia:

      • Maurizio, che nel terremoto ha perso 70 pecore e tutta la sua azienda e deve ripartire da zero.
      • Guerrino, che con i suoi due fratelli e le rispettive famiglie affronta un futuro incerto dopo che il crollo della stalla lo ha privato del ricovero per una parte dei suoi bovini.
      • Catia e il marito, che avevano uno dei più avviati negozi di salumi proprio di fianco alla cattedrale di San Benedetto: dopo aver visto la casa di famiglia totalmente abbattuta dalla scossa del 30 ottobre, oggi tentano di tirare avanti vendendo quel poco che è rimasto in un casolare in mezzo alla campagna, dove non si sa neppure come arrivare.Non pretendiamo di poter aiutare tutti in una situazione di cui la lentezza dell’intervento di chi ci dovrebbe pensare è più che mai colpevole.
        Ma cominciamo da loro.SE vuoi contribuire anche tu, fai una donazione indicando nella causale “Aiuto per Norcia” e aggiungendo i tuoi dati e il tuo indirizzo email sul conto Banca Etica di Movimento Tellurico: IBAN IT17Z0359901899050188527211

Tensostruttura consegnata a Sommati!

La tensostruttura della campagna di raccolta fondi FederTrek “Io cammino per ricostruire” è stata acquistata e consegnata alla comunità di Sommati grazie al versamento dell’acconto, formato dalle prime somme raccolte.

La struttura è quindi stata montata il 29 e 30 novembre con la collaborazione di membri di Movimento Tellurico, Casetta Rossa, Brigata Garbatella e di un gruppo dei vigili del fuoco di Matera, di turno in questi giorni nel campo della frazione Sommati.

Ecco di seguito alcune foto realizzate durante il montaggio del nuovo ricovero per animali, dove 100 pecore e 40 cavalli potranno finalmente trovare riparo dal freddo:

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Assemblea del 17-18 Dicembre 2016

Raccogliamo in questa pagina gli spunti di riflessione, le iniziative e le idee per il futuro di Movimento Tellurico, tutti temi che verranno discussi in occasione dell’assemblea straordinaria dell’associazione (clicca qui per l’evento Facebook) che si svolgerà il 17-18 dicembre presso la Casa per ferie San Michele di Orvinio (RI).

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Archivio interventi mail pre-assemblea

2 novembre

Enrico Sgarella

Il tema della ricostruzione degli abitati dopo un terremoto è un tema estremamente complesso.
Si presta a slogan propagandistici uno dei quali è il “Dov’era com’era! “ che ha spesso ripetuto il presidente del consiglio in questi ultimi giorni.
Questo slogan è una semplificazione che non tiene conto di svariate problematiche in considerazione delle quali si può dire che ogni singola realtà, ogni paese, ogni luogo vuole la sua propria particolare ricostruzione (sempre se la ricostruzione in quel luogo merita di essere fatta o non conviene piuttosto spostare del tutto il paese se edificato su terreni franosi o comunque a rischio).

Quindi: “Forse! dov’era e comunque meglio di com’era”

Ecco un elenco assolutamente parziale di alcune delle variabili:

  • Il problema demografico: spesso sono paesi già abbandonati o comunque svuotati dall’emigrazione. Le case non sono state sottoposte a manutenzione, neppure ordinaria oppure come ad Amatrice sono state sottoposte a rifacimenti assassini (il cappellone di cemento armato su mura fragili, tipo muratura “a sacco”
  • Il problema delle seconde case: anche qui si deve distinguere. Per alcuni territori tipo Amatrice fanno sicuramente parte del tessuto economico turistico. Per altri sono soltanto case abbandonate che sono andate (stanno andando) in rovina.
  • Il problema dei borghi storici: da tenere separato da quello delle singole case in campagna e/o antichi casali. Nei borghi la ricostruzione non può che essere completa, coordinata, pianificata (quali case ricostruire e come e quali abbattere del tutto). Ci si muove per “aggregati”. Il che porta con se problematiche relative all’individuazione dei proprietari (spesso sono proprietà parcellizzate in una moltitudine di eredi).
  • Il problema della capacità reddituale: la ricostruzione “dov’era com’era” non distingue fra ricchi e poveri. Ne beneficiano tutti indipendentemente dall’elemento reddituale. Io onestamente comincerei a fare una distinzione reddituale. Perché beneficare anche chi pur avendo i mezzi per farlo non ha messo in sicurezza la propria casa.

Personalmente avrei in mente alcune proposte. Tra queste bisognerebbe trovare quella che subito potrebbe essere attuata. Ma ne parliamo in seguito.

Mi rifaccio in parte alla petizione su Change (questo il link) che ho girato l’altro giorno lanciata dagli ordini professionali di Ingegneri, Geologi e Architetti.

In ogni caso mi pare evidente che per attuare un progetto del genere che Renzo Piano ha definito “generazionale” gli investimenti vadano assolutamente spostati da progetti spesso solo di speculazione come alcune delle cd “Grandi Opere” e vincolati a “L’Unica Vera Grande Opera” utile per il nostro pase, messa in sicurezza antisismica e dal dissesto idrogeologico.

 

3 novembre

Silva Ferretti

Carissimi… dopo questo terremoto abbiamo la “fortuna” di avere tanti amici e reti nelle aree colpite. Oltre a elaborare noi pensieri, sarebbe bello e utile riuscire a costruire momenti con loro per catturare anche la loro visione, di persone che vivono sui territori. E queste discussioni le stanno facendo. (http://www.vita.it/it/article/2016/11/02/actionaid-i-cittadini-sono-di-nuovo-pronti-a-ricominciare-mai-visto-nu/141434/)

Un tema forte su cui lavorare è quello delle “comunità resilienti” che sono spesso le comunità che mettono in discussione le modalità di emergenza proposte e che hanno una visione ampia delle problematiche della ricostruzione. Penso che noi possiamo aiutare ad amplificare quelle istanze che non passano nel dibattito generale.
Ora che le “nostre” idee sono passate nel dibattito generale (sperando che ci restino) noi potremmo:
  1. comunque seguire il dibattito generale e riaffarmare la nostra posizione
  2. guardare avanti e in profondità: identificare istanze dai territori che invece non sono articolate… e contribuire a dare voce a queste (ad esempio le voci di chi vuole rimanere, o di chi già sta immaginando cosa possa venire dopo)
  3. capire come il nostro cammino possa essere sfruttato al meglio. Io ci vedo molto un’opera di “presidio attivo” e presenza sui territori colpiti dal terremoto. Oltre a quella di sensibilizzazione che fino ad ora ci ha più contraddistinto.

 

Alberto Renzi

Da un lato c’è l’aspetto burocratico amministrativo della ricostruzione e dall’altro c’è quello umano e resiliente. I due temi si toccano e dovremmo ben capire su quale dei due e in che modo dedicare le nostre energie.

1. La partita delle norme è molto complessa e, a mio avviso, ci vorrebbe un “tecnico” con cui dialogare costantemente per fare chiarezza. Come si evince anche dalla petizione di change, ci sono associazioni di categoria con cui potremmo fare sinergia. Penso sia poco utile fare un documento firmato solo da Fedetrek e Movimento tellurico. I macro temi sono oramai chiari a tutti: serve un piano nazionale di messa in sicurezza, l’obbligatorietà del fascicolo di fabbricato e l’educazione al rischio. Si tratta di tre contenitori enormi su cui non baseterebbe una vita per fare approfondimenti. Ad esempio concordo pienamente con Enrico riguardo lo slogan “dov’era, meglio di com’era”, poiché non oso immaginare di adeguare gli edifici ai criteri antisismici come fatto nel ’97. Gli interventi hanno si salvato molte vite ma comunque non hanno retto al colpo tellurico. Da qui bisogna ripensare ad altre tipologie di case e materiali, a partire dall’uso del legno, altrimenti tra 20, 50 o 100 anni ci ritroveremo al punto di partenza. In sintesi, io credo che pur sostenendo e sensibilizzando sulle prime due istanze, dovremmo concentrarci sull’educazione al rischio dei territori a forte rischio sismico che però non attuano le principali forme di prevenzione (elaborazione e presentazione del piano di protezione civile, prove di evacuazione annuali, segnalazione delle aree di attesa). Su quest’ultimo punto credo che la nostra associazione possa avere un ruolo di forte sensibilizzazione che potrebbe salvare la vita di molte persone (si stima da 20% al 50% di morti in meno). E qui passiamo al secondo tema.

2. Per quanto riguarda la componente umana, sono convinto, come esprime Silva, che attraverso un dialogo diretto con i territori colpiti si possano capire a fondo le prime necessita per ripartire. Mi riferisco ai mini progetti economici da rilevare e da promuovere per far in modo che rimangano in piedi dei presidi attorno ai quali si possa ricostruire la comunità, il tessuto sociale. Su questo aspetto ho intenzione di sentirmi con Sara Vegni per avere maggiori input e intervistare alcuni operatori di Ussita e dintorni (a partire dagli allevatori-produttori) per rilevare le loro necessità e dunque indirizzare le eventuali donazioni verso microprogetti specifici. A questo punto possiamo decidere di “adottare” un territorio, fatto di uno o più comuni, per attivare quello che Silva definisce un “presidio attivo”.

 

Melani Traini

Per il momento sottoscrivo tutto quello che ho letto, in particolare la necessità di fare riferimento a tecnici ed esperti laddove vi siano da toccare temi tecnici. E quindi renderci portatori di questi temi tecnici nella chiave umana, comunitaria ed ecologica in senso lato che è la nostra cifra.
Magari potremmo chiedere ai tecnici quali messaggi molto concreti potremmo diffondere e promuovere presso le comunità con cui entriamo in contatto. E nello stesso tempo, come hanno già scritto altri, chiedere alle comunità se possiamo renderci portavoce di loro esigenze specifiche. Insomma un lavoro non solo di promozione ma anche, nel nostro piccolo, sempre più di mediazione.

 

Enrico Sgarella

Mi pare che il confronto con altre realtà resilienti (Silva) che si stanno interrogando sul da farsi sia assolutamente condivisibile.
Altro tema che è uscito fuori è la necessità di un confronto con tecnici professionisti del campo (vedi petizione degli ordini professionali e intervento di Renzo Piano).
Anzi, aggiungo io:
Si sta creando una congiuntura favorevole affinché TUTTI , ambientalisti, professionisti delle costruzioni, rappresentanti degli enti locali, marcino nella stessa direzione.
Ho proposto a Federtrek e a Piacentini in particolare di organizzare un mega convegno con le più grandi associazioni ambientaliste, geofisici, ingegneri, architetti ed archistar per far convergere tutte le forze in un’unica direzione.
Lo slogan “Forse! Dov’era ma comunque meglio di com’era” mi pare un buon viatico.

 

Silva Ferretti

Ma perché organizzare un convegno… e non invece una staffetta di parole sul territorio?
O insomma, una formula che non sia “stare dentro una stanza”, ma più vicina alla nostra maniera di fare.
Non dobbiamo poi far fare chilometri alle persone… bastano anche delle cose brevi, in territori significativi.
E poi se proprio vogliamo che i relatori facciano interventi, possono anche farli camminando, brevi…
O possono fare interventi più lunghi in video (da archiviare in atti), di cui riprendono i sunti mentre camminano.
E ai partecipanti mettiamo le cuffiette da turisti giapponesi.
Una cosa così potrebbe essere, anche mediaticamente, molto interessante.

 

Daniele Moschini

Il convegno itinerante vince… anzi potrebbe essere fatto proprio durante la marcia 2017!

 

Silva Ferretti

Sì… potremmo fare una tappa breve dove invitare le persone a un “convegno peripatetico…” 🙂

 

Enrico Sgarella

Sono due ipotesi opposte… ovvio.. da una parte un evento che vuole essere tradizionale e se possibile avere risalto sui media l’altro rimane inter nos. L’uno non esclude l’altro.

Campagna di raccolta fondi FederTrek “Io cammino per ricostruire”

La nostra associazione partecipa al progetto di aiuto solidale diretto alle zone terremotate promosso da FederTrek Escursionismo e Ambiente in collaborazione con Brigata Garbatella onlus, Casetta Rossa, APE (Associazione proletari escursionisti) e altre associazioniaffiliate FederTrek per l’acquisto di una tensostruttura per il ricovero degli animali nella frazione di Sommati (Amatrice).

In questa frazione (circa 70 abitanti) che ha avuto 11 perdite umane in occasione del terremoto del 24 agosto, la popolazione ha deciso di rimanere sul posto anche perché l’economia locale si basa esclusivamente su attività di allevamento di ovini e bovini. Nell’imminenza della brutta stagione occorre provvedere al ricovero del bestiame poiché le stalle sono andate distrutte dal terremoto.

La perdita o la svendita del bestiame indurrebbe gran parte della popolazione ad abbandonare la propria terra, dando così un colpo gravissimo al territorio e alla capacità di resilienza di questa comunità. Non è mancato, fatto gravissimo, chi speculando sulla situazione ha tentato di approfittarne offrendo agli allevatori € 100 per l’acquisto di un bovino, il cui valore è almeno dieci volte superiore.

Riteniamo perciò che l’acquisto della tensostruttura sia un valido contributo per aiutare la comunità di Sommati nel lungo cammino della ricostruzione.

Chi vuole contribuire può versarci la propria donazione, anche minima, indicando come causale: “Donazione per aiuto a Sommati” sul conto corrente Banca Etica di Movimento Tellurico.
IBAN: IT17Z0359901899050188527211
(il nostro conto per onlus e associazioni fa capo alla Cassa Centrale Banca Credito Cooperativo del Nord Est, facente parte del circuito di Banca Etica, perciò nell’esito del bonifico comparirà questa dicitura)

Sul sito Federtrek è già presente una pagina dedicata alla raccolta fondi con un “Contatore” che indicherà la provenienza delle somme versate dalle varie associazioni e il totale del denaro raccolto.

Un fac simile della tensostruttura che verrà acquistata:

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La nostra Giornata del Camminare

Il nostro 9 ottobre è stato un giorno memorabile di condivisione e solidarietà, vissuto tra Roma e poi Ussita, Visso e Castelsantangelo sul Nera (MC).

Ringraziamo tutti gli amici che ne hanno fatto parte e anche la redazione di Cronache Maceratesi per la bella cronaca della giornata e per il video che abbiamo il piacere di riportare di seguito.

Il cammino ricomincia da tre: Visso, Ussita e Castelsantangelo per salvare la montagna

La giornata del camminare sui Sibillini

di Gabriele Censi

Con l’hashtag #siamoagibili si è svolta oggi la “Giornata del camminare” di FederTrek che ha coinvolto circa 150 escursionisti provenienti da vari parti d’Italia. Una trentina, dell’associazione Movimento Tellurico, da Roma per continuare il percorso notturno nelle vie della Capitale partito alle 3:36, ora della prima scossa del 24 agosto. Come un proseguimento della “Lunga Marcia per L’Aquila” due gruppi, uno da Visso e uno da Ussita, si sono incontrati alle porte di Castelsantangelo dopo un paio di ore di cammino sotto un sole inatteso.

Ad accoglierli il sindaco Mauro Falcucci che con i colleghi Marco Rinaldi e Giuliano Pazzaglini e il presidente dell’associazione Enrico Sgarella hanno guidato il corteo nell’ingresso in paese per un lancio finale di palloncini azzurri con la scritta “Castelsantangelo c’è anche grazie a voi”. Poi il pranzo al parco a cura della pro loco e l’incontro con la psicologa Lucia Caimmi della Sipem (psicologi dell’emergenza).

“Dovremmo essere sotto i riflettori in condizioni di normalità almeno il doppio del tempo, invece solo grazie a questo evento drammatico possiamo promuovere le nostre eccellenze, siamo un territorio stupendo, qui c’è la sede del parco dei Sibillini, – ha detto il sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini – e vogliamo dimostrare nonostante le difficoltà del momento e il disagio dei lavori in corso, comunque è possibile ancora stare bene qui”. Il sindaco di Castelsantangelo Mauro Falcucci ringrazia per la straordinaria mobilitazione: “Oggi è il momento della speranza, questa iniziativa ci ha portato un momento di gioia. Le recenti parole di Errani ci hanno rafforzato e la nostra tenacia riuscirà a produrre effetti positivi. Non c’è da distinguere tra comuni, siamo un unico comprensorio e la montagna può rinascere per il bene di tutta la regione”.

Marco Rinaldi primo cittadino di Ussita ricorda un episodio di oltre 30 anni fa di cui fu testimone il padre già sindaco: “Amintore Fanfani in visita ad una mostra a Macerata che esponeva delle opere d’arte di Castelsantangelo disse ‘queste terre non sono da meno della Toscana’. Abbiamo chiesto alle autorità di avere la certezza della ricostruzione totale, le nostre seconde case sono l’eredità di padri e nonni trasferiti altrove, il turismo è quasi il 100% della nostra economia”’. “Siamo qui per dare un sostegno alle popolazioni, – dice Lucia Caimmi della Sipem – durante l’emergenza c’è uno sconvolgimento delle emozioni del quotidiano, l’aiuto psicologico consiste nel cercare di riportare uno stato di sicurezza di base e stimolare la capacità di resilienza, reagire con le proprie forze”.

Di seguito alcune foto di Silva Ferretti (che ringraziamo come sempre di cuore!) sulla nostra camminata notturna a Roma:

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