La Lunga Marcia diventa un Cammino permanente

 

In tanti anni di Lunga Marcia abbiamo attraversato numerosi scenari di Terre Mutate, in cui amministrazioni e cittadini lavorano duramente per ricostruire il proprio futuro. Abbiamo unito idealmente, con i nostri passi, le zone colpite dagli ultimi eventi sismici del 2016/2017 con L’Aquila, città impegnata in una lunga e complessa ricostruzione del proprio tessuto sociale. L’obiettivo perseguito era di tessere reti di relazioni solidali per dar voce alle necessità, ai progetti e all’impegno di cittadini e associazioni impegnati a ricostruire una nuova prospettiva di vita.

È tuttavia un dato di fatto che la gestione dell’emergenza post sisma e il successivo avvio della ricostruzione vengono gestiti con eccessiva lentezza. Le lungaggini burocratiche favoriscono inevitabilmente l’abbandono del territorio, spesso in zone già colpite dallo spopolamento e dalla crisi economica. Al contrario, interventi tempestivi nell’emergenza e nell’avvio della ricostruzione, insieme alla permanenza dei cittadini nei propri luoghi di residenza e il coinvolgimento delle comunità nella progettazione e gestione di tali processi rappresentano elementi essenziali per favorire la resilienza delle comunità.

Saranno necessari almeno 10 anni per far tornare una parvenza di normalità le zone dell’Appennino che abbiamo attraversato. E per alcuni dei borghi che abbiamo visitato è legittimo chiedersi se tale tempo sarà sufficiente o se sarà mai possibile, visto il preesistente deficit demografico e le difficoltà socio-economiche ad esso connesse, ipotizzare una rinascita di quei borghi.

È allo stesso tempo un ulteriore elemento di riflessione il dato di fatto che la Lunga Marcia con le sue centinaia di iscritti ha avuto un impatto economico non irrilevante nelle località in cui ha fatto sosta: abbiamo stimato una spesa media giornaliera di oltre 2.000 euro a favore di aziende e associazioni in ogni comune attraversato, per un totale stimato di € 24.000. Si tratta di un piccolo ma significativo contributo a favore del turismo sostenibile di zone che hanno bisogno più che mai della solidarietà del resto del paese.

Abbiamo così pensato che rendendo fruibile il percorso, peraltro bellissimo dal punto di vista naturalistico, della Lunga Marcia da Fabriano all’Aquila, mettendo in rete i principali sentieri attraversati (Grande Anello dei Sibillini, Sentiero Italia, Sentieri del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e del Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, Sentieri CAI, ecc.) in un unico cammino solidale, percorribile tranne avverse condizioni atmosferiche da escursionisti e cicloturisti durante la maggior parte dell’anno, può essere un modo per favorire il rilancio economico delle zone colpite dai sismi.

Nasce così il Cammino nelle Terre Mutate, accompagnato da un’accurata guida di Terre di Mezzo Editore.

Con esso, non vogliamo proporre e sovrapporre un nuovo “cammino” alla già ridondante offerta escursionistica. Non un nuovo “pellegrinaggio”. Lo scopo laico e a termine di questa iniziativa (il nostro orizzonte temporale coincide con il tempo necessario alla ricostruzione) è di favorire la ripresa mediante un turismo solidale, sostenibile e responsabile, che incentivi direttamente imprese, produttori e associazioni territoriali e, indirettamente, la raccolta di fondi mediante le reti solidali di cui spesso i viaggiatori solidali fanno parte.