Aquila o Araba Fenice?

Già nel 1461 e nel 1703 L’Aquila fu vittima di devastanti terremoti (il nero nello stendardo municipale è in ricordo del lutto del terremoto del 1703) ed in entrambi i casi la città fu considerata “perduta” dai contemporanei.

Ed in entrambi i casi fu faticosamente ricostruita dov’era.

In occasione del terremoto del 6 aprile 2009 ci ha provato il governo del tempo ad uccidere la città con la sciagurata scelta di disperdere la popolazione nei 19 lager dorati del progetto CASE (privi di spazi sociali e di collegamenti, dispersi in un territorio che è più vasto di quello compreso all’interno del raccordo anulare di Roma).

Ma anche questa volta gli aquilani ricostruiranno la loro città dov’era con nuovi criteri antisismici e più bella di prima perché rivogliono la libertà, la libertà di camminare… di andare a piedi per il corso a far la spesa, alla posta o alla banca, a trovar amici e parenti o semplicemente a passeggiare – “alla ppee..”  come si dice qui perché una città non è semplicemente un agglomerato di costruzioni dove dormire ma è molto, molto di più….

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