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APPELLO PER LA LUNGA MARCIA 2017

Lungo le Faglie dell’Appennino Centrale

28 giugno – 8 luglio | Da Fabriano a L’Aquila
www.lungamarciaperlaquila.it

La Lunga Marcia 2017 (VI edizione) si svolgerà dal 28 giugno all’8 luglio attraverso i territori che sono stati duramente colpiti dagli eventi sismici degli ultimi mesi. Sarà uno scenario di Terre-Mutate, in cui amministrazioni e cittadini stanno lavorando duramente per ricostruire il proprio futuro. A loro vogliamo prima di tutto esprimere la nostra solidarietà unendo idealmente, con una lunga sequenza di passi, le zone colpite dagli ultimi eventi sismici con L’Aquila, città assurta a simbolo delle distruzioni che un terremoto può provocare.

L’obiettivo della nuova edizione è tessere reti di relazioni solidali per dar voce alle necessità, ai progetti e all’impegno di cittadini e associazioni che si sforzano di resistere per ricostruire una nuova prospettiva di vita.

È tuttavia un dato di fatto come la gestione dell’emergenza post sisma e il successivo avvio della ricostruzione vengano gestiti con una eccessiva lentezza. L’Italia, Paese nel quale i terremoti sono da sempre un dato di realtà, non dispone ancora di un piano di intervento nazionale da attuare a seguito di un evento tellurico o di altri disastri. Tutto viene spesso reinventato come fosse la prima volta e ogni volta si verificano lungaggini dovute alle inevitabili incertezze burocratiche. Tali lungaggini favoriscono inevitabilmente l’abbandono del territorio, spesso in zone già colpite dallo spopolamento e dalla crisi economica.

Al contrario, la tempestività dell’intervento e la permanenza dei cittadini nei propri luoghi di residenza rappresentano, oltre alla rapidità nella ricostruzione, elementi essenziali per favorire la resilienza delle popolazioni.

Con la Lunga Marcia 2017, in linea con quanto proposto dagli ordini di geologi, ingegneri e architetti, richiediamo alle Istituzioni di lavorare per gestire al meglio l’emergenza dopo i disastri e ridurre i danni per mezzo di un’adeguata prevenzione. È necessario partire dagli studi portati a termine dall’INGV da cui emergono informazioni sempre più precise sulle zone a maggior rischio sismico e si individuano le aree per le quali è presumibile attendersi future scosse. È fondamentale pianificare preventivamente le procedure da seguire in caso d’emergenza nei comuni siti in tali zone, con il coinvolgimento attivo dei cittadini (a livello esemplificativo: avere a disposizione uno stock di casette a livello centrale, avere già individuato preventivamente le zone dove sistemarle, avere già predisposti i punti d’allaccio alle utenze).

Contemporaneamente, in linea con il progetto Edurisk dell’INGV, proponiamo che si incentivi un processo di educazione al rischio nei territori vulnerabili (per ridurre del 20% – 50% le morti provocate da eventi disastrosi) attuando alcune buone pratiche di prevenzione, tra cui: coinvolgimento delle popolazioni nella preparazione e diffusione dei piani di protezione civile, trasparenza e comunicazione sulla sicurezza sismica degli edifici pubblici, segnalazione delle aree di sicurezza, progettazione di piani di sviluppo del territorio che tengano conto del rischio e coinvolgano attivamente la comunità locale.

Per perseguire tali obiettivi serve un impegno comune fra chi il terremoto lo ha già subito e punta a una ricostruzione veloce e adeguata e chi, pur non avendo subito danni, si trova a vivere a cavallo delle faglie in zone a rischio sismico accertato. Occorre una comunanza d’intenti, unire le forze per un progetto unico, ambizioso, di reale cambiamento culturale prima ancora che materiale. Non è più possibile aspettare passivamente la prossima scossa senza fare nulla!

Lunga Marcia 2017 “Lungo le Faglie dell’Appennino” per solidarietà, ricostruzione e prevenzione antisismica.
P
er una vera grande opera utile a tutto il Paese!

 Se intendi far parte della rete di associazioni che supportano l’iniziativa scrivi a: movimentotellurico@gmail.com

19 febbraio 2017: trekking urbano “Dagli Acquedotti a Quadraro”

Quadraro 19 febbraio

DAGLI ACQUEDOTTI AL QUADRARO
Storie e incontri su vecchie e nuove resistenze

    • Un trekking breve ma intenso, solo 8 km, con tanti incontri, storie, emozioni. Un piccolo allenamento per le gambe, un grande allenamento per il cuore.
      L’escursione è gratuita, eventualmente chiederemo ai partecipanti solo un contributo, assolutamente volontario, per alcune piccole realtà produttive della zona di Norcia colpite dal terremoto.*
      Al termine, possibilità di un piccolo pranzo insieme (prezzo agevolato) presso la Locanda dei Girasoli.
      Ci accompagnano: Paolo, Fernando e Silva.
      Collaborano alla realizzazione: i Volontari del Parco degli Acquedotti, l’Associazione Baracca e Burattini, Gazebike, la Locanda dei Girasoli, Livio Curatella, Riccardo Sansone.

Cliccare qui per l’evento Facebook

 

*L’area colpita dal terremoto dello scorso autunno-inverno è davvero vastissima e si estende su 4 regioni. Innumerevoli sono i problemi di rilancio dell’economia in tante zone già impoverite da una consistente emigrazione economica.

Dopo aver contribuito all’acquisto di una tensostruttura per aiutare un allevatore di Sommati di Amatrice, abbiamo pensato di chiedere nuovamente un piccolo aiuto a chi cammina con noi per aiutare tre amici di Norcia:

      • Maurizio, che nel terremoto ha perso 70 pecore e tutta la sua azienda e deve ripartire da zero.
      • Guerrino, che con i suoi due fratelli e le rispettive famiglie affronta un futuro incerto dopo che il crollo della stalla lo ha privato del ricovero per una parte dei suoi bovini.
      • Catia e il marito, che avevano uno dei più avviati negozi di salumi proprio di fianco alla cattedrale di San Benedetto: dopo aver visto la casa di famiglia totalmente abbattuta dalla scossa del 30 ottobre, oggi tentano di tirare avanti vendendo quel poco che è rimasto in un casolare in mezzo alla campagna, dove non si sa neppure come arrivare.Non pretendiamo di poter aiutare tutti in una situazione di cui la lentezza dell’intervento di chi ci dovrebbe pensare è più che mai colpevole.
        Ma cominciamo da loro.SE vuoi contribuire anche tu, fai una donazione indicando nella causale “Aiuto per Norcia” e aggiungendo i tuoi dati e il tuo indirizzo email sul conto Banca Etica di Movimento Tellurico: IBAN IT17Z0359901899050188527211

Tensostruttura consegnata a Sommati!

La tensostruttura della campagna di raccolta fondi FederTrek “Io cammino per ricostruire” è stata acquistata e consegnata alla comunità di Sommati grazie al versamento dell’acconto, formato dalle prime somme raccolte.

La struttura è quindi stata montata il 29 e 30 novembre con la collaborazione di membri di Movimento Tellurico, Casetta Rossa, Brigata Garbatella e di un gruppo dei vigili del fuoco di Matera, di turno in questi giorni nel campo della frazione Sommati.

Ecco di seguito alcune foto realizzate durante il montaggio del nuovo ricovero per animali, dove 100 pecore e 40 cavalli potranno finalmente trovare riparo dal freddo:

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Assemblea del 17-18 Dicembre 2016

Raccogliamo in questa pagina gli spunti di riflessione, le iniziative e le idee per il futuro di Movimento Tellurico, tutti temi che verranno discussi in occasione dell’assemblea straordinaria dell’associazione (clicca qui per l’evento Facebook) che si svolgerà il 17-18 dicembre presso la Casa per ferie San Michele di Orvinio (RI).

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Archivio interventi mail pre-assemblea

2 novembre

Enrico Sgarella

Il tema della ricostruzione degli abitati dopo un terremoto è un tema estremamente complesso.
Si presta a slogan propagandistici uno dei quali è il “Dov’era com’era! “ che ha spesso ripetuto il presidente del consiglio in questi ultimi giorni.
Questo slogan è una semplificazione che non tiene conto di svariate problematiche in considerazione delle quali si può dire che ogni singola realtà, ogni paese, ogni luogo vuole la sua propria particolare ricostruzione (sempre se la ricostruzione in quel luogo merita di essere fatta o non conviene piuttosto spostare del tutto il paese se edificato su terreni franosi o comunque a rischio).

Quindi: “Forse! dov’era e comunque meglio di com’era”

Ecco un elenco assolutamente parziale di alcune delle variabili:

  • Il problema demografico: spesso sono paesi già abbandonati o comunque svuotati dall’emigrazione. Le case non sono state sottoposte a manutenzione, neppure ordinaria oppure come ad Amatrice sono state sottoposte a rifacimenti assassini (il cappellone di cemento armato su mura fragili, tipo muratura “a sacco”
  • Il problema delle seconde case: anche qui si deve distinguere. Per alcuni territori tipo Amatrice fanno sicuramente parte del tessuto economico turistico. Per altri sono soltanto case abbandonate che sono andate (stanno andando) in rovina.
  • Il problema dei borghi storici: da tenere separato da quello delle singole case in campagna e/o antichi casali. Nei borghi la ricostruzione non può che essere completa, coordinata, pianificata (quali case ricostruire e come e quali abbattere del tutto). Ci si muove per “aggregati”. Il che porta con se problematiche relative all’individuazione dei proprietari (spesso sono proprietà parcellizzate in una moltitudine di eredi).
  • Il problema della capacità reddituale: la ricostruzione “dov’era com’era” non distingue fra ricchi e poveri. Ne beneficiano tutti indipendentemente dall’elemento reddituale. Io onestamente comincerei a fare una distinzione reddituale. Perché beneficare anche chi pur avendo i mezzi per farlo non ha messo in sicurezza la propria casa.

Personalmente avrei in mente alcune proposte. Tra queste bisognerebbe trovare quella che subito potrebbe essere attuata. Ma ne parliamo in seguito.

Mi rifaccio in parte alla petizione su Change (questo il link) che ho girato l’altro giorno lanciata dagli ordini professionali di Ingegneri, Geologi e Architetti.

In ogni caso mi pare evidente che per attuare un progetto del genere che Renzo Piano ha definito “generazionale” gli investimenti vadano assolutamente spostati da progetti spesso solo di speculazione come alcune delle cd “Grandi Opere” e vincolati a “L’Unica Vera Grande Opera” utile per il nostro pase, messa in sicurezza antisismica e dal dissesto idrogeologico.

 

3 novembre

Silva Ferretti

Carissimi… dopo questo terremoto abbiamo la “fortuna” di avere tanti amici e reti nelle aree colpite. Oltre a elaborare noi pensieri, sarebbe bello e utile riuscire a costruire momenti con loro per catturare anche la loro visione, di persone che vivono sui territori. E queste discussioni le stanno facendo. (http://www.vita.it/it/article/2016/11/02/actionaid-i-cittadini-sono-di-nuovo-pronti-a-ricominciare-mai-visto-nu/141434/)

Un tema forte su cui lavorare è quello delle “comunità resilienti” che sono spesso le comunità che mettono in discussione le modalità di emergenza proposte e che hanno una visione ampia delle problematiche della ricostruzione. Penso che noi possiamo aiutare ad amplificare quelle istanze che non passano nel dibattito generale.
Ora che le “nostre” idee sono passate nel dibattito generale (sperando che ci restino) noi potremmo:
  1. comunque seguire il dibattito generale e riaffarmare la nostra posizione
  2. guardare avanti e in profondità: identificare istanze dai territori che invece non sono articolate… e contribuire a dare voce a queste (ad esempio le voci di chi vuole rimanere, o di chi già sta immaginando cosa possa venire dopo)
  3. capire come il nostro cammino possa essere sfruttato al meglio. Io ci vedo molto un’opera di “presidio attivo” e presenza sui territori colpiti dal terremoto. Oltre a quella di sensibilizzazione che fino ad ora ci ha più contraddistinto.

 

Alberto Renzi

Da un lato c’è l’aspetto burocratico amministrativo della ricostruzione e dall’altro c’è quello umano e resiliente. I due temi si toccano e dovremmo ben capire su quale dei due e in che modo dedicare le nostre energie.

1. La partita delle norme è molto complessa e, a mio avviso, ci vorrebbe un “tecnico” con cui dialogare costantemente per fare chiarezza. Come si evince anche dalla petizione di change, ci sono associazioni di categoria con cui potremmo fare sinergia. Penso sia poco utile fare un documento firmato solo da Fedetrek e Movimento tellurico. I macro temi sono oramai chiari a tutti: serve un piano nazionale di messa in sicurezza, l’obbligatorietà del fascicolo di fabbricato e l’educazione al rischio. Si tratta di tre contenitori enormi su cui non baseterebbe una vita per fare approfondimenti. Ad esempio concordo pienamente con Enrico riguardo lo slogan “dov’era, meglio di com’era”, poiché non oso immaginare di adeguare gli edifici ai criteri antisismici come fatto nel ’97. Gli interventi hanno si salvato molte vite ma comunque non hanno retto al colpo tellurico. Da qui bisogna ripensare ad altre tipologie di case e materiali, a partire dall’uso del legno, altrimenti tra 20, 50 o 100 anni ci ritroveremo al punto di partenza. In sintesi, io credo che pur sostenendo e sensibilizzando sulle prime due istanze, dovremmo concentrarci sull’educazione al rischio dei territori a forte rischio sismico che però non attuano le principali forme di prevenzione (elaborazione e presentazione del piano di protezione civile, prove di evacuazione annuali, segnalazione delle aree di attesa). Su quest’ultimo punto credo che la nostra associazione possa avere un ruolo di forte sensibilizzazione che potrebbe salvare la vita di molte persone (si stima da 20% al 50% di morti in meno). E qui passiamo al secondo tema.

2. Per quanto riguarda la componente umana, sono convinto, come esprime Silva, che attraverso un dialogo diretto con i territori colpiti si possano capire a fondo le prime necessita per ripartire. Mi riferisco ai mini progetti economici da rilevare e da promuovere per far in modo che rimangano in piedi dei presidi attorno ai quali si possa ricostruire la comunità, il tessuto sociale. Su questo aspetto ho intenzione di sentirmi con Sara Vegni per avere maggiori input e intervistare alcuni operatori di Ussita e dintorni (a partire dagli allevatori-produttori) per rilevare le loro necessità e dunque indirizzare le eventuali donazioni verso microprogetti specifici. A questo punto possiamo decidere di “adottare” un territorio, fatto di uno o più comuni, per attivare quello che Silva definisce un “presidio attivo”.

 

Melani Traini

Per il momento sottoscrivo tutto quello che ho letto, in particolare la necessità di fare riferimento a tecnici ed esperti laddove vi siano da toccare temi tecnici. E quindi renderci portatori di questi temi tecnici nella chiave umana, comunitaria ed ecologica in senso lato che è la nostra cifra.
Magari potremmo chiedere ai tecnici quali messaggi molto concreti potremmo diffondere e promuovere presso le comunità con cui entriamo in contatto. E nello stesso tempo, come hanno già scritto altri, chiedere alle comunità se possiamo renderci portavoce di loro esigenze specifiche. Insomma un lavoro non solo di promozione ma anche, nel nostro piccolo, sempre più di mediazione.

 

Enrico Sgarella

Mi pare che il confronto con altre realtà resilienti (Silva) che si stanno interrogando sul da farsi sia assolutamente condivisibile.
Altro tema che è uscito fuori è la necessità di un confronto con tecnici professionisti del campo (vedi petizione degli ordini professionali e intervento di Renzo Piano).
Anzi, aggiungo io:
Si sta creando una congiuntura favorevole affinché TUTTI , ambientalisti, professionisti delle costruzioni, rappresentanti degli enti locali, marcino nella stessa direzione.
Ho proposto a Federtrek e a Piacentini in particolare di organizzare un mega convegno con le più grandi associazioni ambientaliste, geofisici, ingegneri, architetti ed archistar per far convergere tutte le forze in un’unica direzione.
Lo slogan “Forse! Dov’era ma comunque meglio di com’era” mi pare un buon viatico.

 

Silva Ferretti

Ma perché organizzare un convegno… e non invece una staffetta di parole sul territorio?
O insomma, una formula che non sia “stare dentro una stanza”, ma più vicina alla nostra maniera di fare.
Non dobbiamo poi far fare chilometri alle persone… bastano anche delle cose brevi, in territori significativi.
E poi se proprio vogliamo che i relatori facciano interventi, possono anche farli camminando, brevi…
O possono fare interventi più lunghi in video (da archiviare in atti), di cui riprendono i sunti mentre camminano.
E ai partecipanti mettiamo le cuffiette da turisti giapponesi.
Una cosa così potrebbe essere, anche mediaticamente, molto interessante.

 

Daniele Moschini

Il convegno itinerante vince… anzi potrebbe essere fatto proprio durante la marcia 2017!

 

Silva Ferretti

Sì… potremmo fare una tappa breve dove invitare le persone a un “convegno peripatetico…” 🙂

 

Enrico Sgarella

Sono due ipotesi opposte… ovvio.. da una parte un evento che vuole essere tradizionale e se possibile avere risalto sui media l’altro rimane inter nos. L’uno non esclude l’altro.

Campagna di raccolta fondi FederTrek “Io cammino per ricostruire”

La nostra associazione partecipa al progetto di aiuto solidale diretto alle zone terremotate promosso da FederTrek Escursionismo e Ambiente in collaborazione con Brigata Garbatella onlus, Casetta Rossa, APE (Associazione proletari escursionisti) e altre associazioniaffiliate FederTrek per l’acquisto di una tensostruttura per il ricovero degli animali nella frazione di Sommati (Amatrice).

In questa frazione (circa 70 abitanti) che ha avuto 11 perdite umane in occasione del terremoto del 24 agosto, la popolazione ha deciso di rimanere sul posto anche perché l’economia locale si basa esclusivamente su attività di allevamento di ovini e bovini. Nell’imminenza della brutta stagione occorre provvedere al ricovero del bestiame poiché le stalle sono andate distrutte dal terremoto.

La perdita o la svendita del bestiame indurrebbe gran parte della popolazione ad abbandonare la propria terra, dando così un colpo gravissimo al territorio e alla capacità di resilienza di questa comunità. Non è mancato, fatto gravissimo, chi speculando sulla situazione ha tentato di approfittarne offrendo agli allevatori € 100 per l’acquisto di un bovino, il cui valore è almeno dieci volte superiore.

Riteniamo perciò che l’acquisto della tensostruttura sia un valido contributo per aiutare la comunità di Sommati nel lungo cammino della ricostruzione.

Chi vuole contribuire può versarci la propria donazione, anche minima, indicando come causale: “Donazione per aiuto a Sommati” sul conto corrente Banca Etica di Movimento Tellurico.
IBAN: IT17Z0359901899050188527211
(il nostro conto per onlus e associazioni fa capo alla Cassa Centrale Banca Credito Cooperativo del Nord Est, facente parte del circuito di Banca Etica, perciò nell’esito del bonifico comparirà questa dicitura)

Sul sito Federtrek è già presente una pagina dedicata alla raccolta fondi con un “Contatore” che indicherà la provenienza delle somme versate dalle varie associazioni e il totale del denaro raccolto.

Un fac simile della tensostruttura che verrà acquistata:

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La nostra Giornata del Camminare

Il nostro 9 ottobre è stato un giorno memorabile di condivisione e solidarietà, vissuto tra Roma e poi Ussita, Visso e Castelsantangelo sul Nera (MC).

Ringraziamo tutti gli amici che ne hanno fatto parte e anche la redazione di Cronache Maceratesi per la bella cronaca della giornata e per il video che abbiamo il piacere di riportare di seguito.

Il cammino ricomincia da tre: Visso, Ussita e Castelsantangelo per salvare la montagna

La giornata del camminare sui Sibillini

di Gabriele Censi

Con l’hashtag #siamoagibili si è svolta oggi la “Giornata del camminare” di FederTrek che ha coinvolto circa 150 escursionisti provenienti da vari parti d’Italia. Una trentina, dell’associazione Movimento Tellurico, da Roma per continuare il percorso notturno nelle vie della Capitale partito alle 3:36, ora della prima scossa del 24 agosto. Come un proseguimento della “Lunga Marcia per L’Aquila” due gruppi, uno da Visso e uno da Ussita, si sono incontrati alle porte di Castelsantangelo dopo un paio di ore di cammino sotto un sole inatteso.

Ad accoglierli il sindaco Mauro Falcucci che con i colleghi Marco Rinaldi e Giuliano Pazzaglini e il presidente dell’associazione Enrico Sgarella hanno guidato il corteo nell’ingresso in paese per un lancio finale di palloncini azzurri con la scritta “Castelsantangelo c’è anche grazie a voi”. Poi il pranzo al parco a cura della pro loco e l’incontro con la psicologa Lucia Caimmi della Sipem (psicologi dell’emergenza).

“Dovremmo essere sotto i riflettori in condizioni di normalità almeno il doppio del tempo, invece solo grazie a questo evento drammatico possiamo promuovere le nostre eccellenze, siamo un territorio stupendo, qui c’è la sede del parco dei Sibillini, – ha detto il sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini – e vogliamo dimostrare nonostante le difficoltà del momento e il disagio dei lavori in corso, comunque è possibile ancora stare bene qui”. Il sindaco di Castelsantangelo Mauro Falcucci ringrazia per la straordinaria mobilitazione: “Oggi è il momento della speranza, questa iniziativa ci ha portato un momento di gioia. Le recenti parole di Errani ci hanno rafforzato e la nostra tenacia riuscirà a produrre effetti positivi. Non c’è da distinguere tra comuni, siamo un unico comprensorio e la montagna può rinascere per il bene di tutta la regione”.

Marco Rinaldi primo cittadino di Ussita ricorda un episodio di oltre 30 anni fa di cui fu testimone il padre già sindaco: “Amintore Fanfani in visita ad una mostra a Macerata che esponeva delle opere d’arte di Castelsantangelo disse ‘queste terre non sono da meno della Toscana’. Abbiamo chiesto alle autorità di avere la certezza della ricostruzione totale, le nostre seconde case sono l’eredità di padri e nonni trasferiti altrove, il turismo è quasi il 100% della nostra economia”’. “Siamo qui per dare un sostegno alle popolazioni, – dice Lucia Caimmi della Sipem – durante l’emergenza c’è uno sconvolgimento delle emozioni del quotidiano, l’aiuto psicologico consiste nel cercare di riportare uno stato di sicurezza di base e stimolare la capacità di resilienza, reagire con le proprie forze”.

Di seguito alcune foto di Silva Ferretti (che ringraziamo come sempre di cuore!) sulla nostra camminata notturna a Roma:

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9 Ottobre 2016, Giornata del Camminare – “Dalla notte… al giorno: passi per ricostruire”

Per la Giornata nazionale del Camminare 2016 promossa da FederTrek, quest’anno con una particolare attenzione verso i territori colpiti dall’ultimo tragico sisma che ha colpito l’Italia centrale, Movimento Tellurico desidera estendere la riflessione su prevenzione antisismica e urgenza della ricostruzione dal piano materiale a quello psicologico, perché da questo punto di vista l’area colpita dal terremoto è stata ancora più estesa, con danni all’intera economia dell’Italia appenninica fra Lazio, Umbria e Marche.

Come lo scorso anno proponiamo due camminate distinte, la prima delle quali, a Roma, notturna e con conclusione all’alba, per lasciare la possibilità ai partecipanti di tornare alle proprie case o unirsi ad altri eventi previsti nella Capitale.
Per chi invece abbia il piacere di restare con noi, ci spostiamo tutti insieme per vivere la Giornata del Camminare in un luogo e con persone molto speciali: nel territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, appartenente al cratere del sisma del 24 agosto e meno menzionato perché fortunatamente senza perdite umane, ma che sta pagando le conseguenze della paura in termini di abbandono delle attività locali.
locandina-gdc(Cliccare sulla locandina per ingrandirla)

1. Prologo notturno: lungo le tracce dei terremoti di Roma

Appuntamento a Piazza San Giovanni, Roma, alle ore 3:15 del mattino di domenica 9 ottobre.
Una volta radunati, alle 3:32, orario del terremoto dell’Aquila (6 aprile del 2009), condivideremo 4 minuti di silenzio e riflessioni per dare quindi inizio al nostro cammino alle ore 3:36, orario della scossa più devastante verificatasi nella notte del 24 agosto scorso in Italia centrale.

Attraverseremo il centro di Roma con le luci della notte per osservare, con una prospettiva per molti inedita, il Colosseo, Piazza Colonna e altri luoghi in cui sono ancora visibili i segni di antichi terremoti che colpirono la Città Eterna, anch’essa non esente dal rischio sismico come narrano antiche cronache di Tito Livio, Dionigi di Alicarnasso, Plinio e altri ancora, di cui leggeremo alcuni brani durante il cammino.

Il nostro cammino terminerà al Gianicolo, dalla cui terrazza assisteremo insieme al sorgere del sole da dietro i Colli Albani, altro luogo a rischio sismico elevato ma poco noto. Per ricordarci che parlare di prevenzione è utile sempre e ovunque.

2. Siamo agibili! Prevenzione e resilienza nelle terre del sisma

Dal Gianicolo alle 7:15 partiamo in pullman per raggiungere l’Alta Valle del Nera, nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, per camminare insieme ai cittadini di Castel Sant’Angelo sul Nera, Ussita e Visso e ripartire da questo splendido territorio nella Provincia di Macerata, posizionato a pochi chilometri dall’epicentro della scossa delle 4:33 di magnitudo 5.4, la seconda più distruttiva dopo quella delle 3:36.

In questi tre comuni, rimasti fuori dai riflettori mediatici, non ci sono stati né morti né feriti, ma ingenti danni al patrimonio immobiliare, limitati grazie agli interventi realizzati a seguito del sisma del 1997.
Con la nostra presenza intendiamo aiutare a mantenere vivo il territorio ripartendo dalle persone che ci vivono e che stanno lottando duramente per mantenere in piedi attività economiche, culturali e ambientali.

Se conosciamo il terremoto possiamo imparare ad affrontarlo: continueremo a temerlo, ma possiamo vincere la paura e ridurre al minimo il rischio!

Informazioni:

L’iscrizione alle due camminate è gratuita.
Chiediamo soltanto un contributo per il viaggio in autobus da Roma alle Marche e ritorno, da effettuare con bus a noleggio: 12 € a persona

Telefoni di riferimento per la camminata a Roma: 328 419 4746 – 339 228 7563
Telefoni di riferimento per la camminata nelle Marche: 339 157 5644 – 339 847 1502

Per ulteriori informazioni e per iscriversi a una o entrambe le camminate

Scrivete un messaggio email a info@movimentotellurico.it o telefonate al numero 339 228 7563.
Per l’iscrizione, specificate i nominativi dei partecipanti e le camminate alle quali sarete presenti.

[Immagini locandina: Designed by Freepik]

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I soldi per il Ponte sullo Stretto siano destinati alla prevenzione antisismica

L’associazione Movimento Tellurico esprime profondo cordoglio per le vittime del nuovo terremoto che ha colpito l’Italia centrale.

Le conseguenze di terremoti, sismi e calamità naturali sono tristemente prevedibili in questo paese: per questo Movimento Tellurico si batte da anni per un’opera diffusa di prevenzione totale e di spostamento di risorse da inutili opere megagalattiche, come il ponte sullo Stretto di Messina, verso la prevenzione antisismica e una cultura dell’ecologia e della solidarietà, di cui questo paese ha molto più bisogno.

Speriamo che questa nuova tremenda lezione faccia capire a tutti l’importanza di muoverci e di non restare arretrati su questi temi.

Solidarietà alle vittime. E ora rimbocchiamoci le maniche e mettiamoci al lavoro.

Enrico Sgarella
Presidente APS Movimento Tellurico – trekking ecologia e solidarietà

 

Firmate la petizione su change:

I soldi del Ponte siano destinati alla sicurezza antisismica

Enrico Sgarella

In cammino da San Giuliano

A poche tappe dall’arrivo della quinta edizione della Lunga Marcia per L’Aquila, ci prendiamo un momento per guardare indietro e ripercorrere il cammino che, immancabilmente, si è man mano arricchito di incontri, pensieri ed emozioni che hanno messo in secondo piano la fatica delle salite e il solleone. Siamo partiti sabato 25 giugno da San Giuliano di Puglia, comune molisano tristemente noto per il crollo della scuola elementare avvenuto nel 2002, a causa del quale morirono 27 bambini e una maestra. Quest’anno infatti il camminare, la condivisione e il contatto con le bellezze del nostro territorio sono ancora una volta per noi un modo per sottolineare la necessità di avviare, a livello nazionale, una campagna di messa in sicurezza antisismica degli edifici non ancora a norma, a cominciare dalle scuole e dagli altri edifici pubblici.

Visita al Parco della Memoria a S. Giuliano di Puglia
Visita al Parco della Memoria a S. Giuliano di Puglia

La splendida ospitalità degli amici di San Giuliano ci ha aperto le porte del villaggio temporaneo, ora non più utilizzato ma che forse diventerà un centro di accoglienza per profughi e migranti, salvandolo dal possibile e progressivo degrado. Ha avuto un forte valore simbolico il fatto di passare la notte nella sala che era la mensa scolastica costruita subito dopo il terremoto, l’abbiamo interpretato come un ulteriore stimolo a portare testimonianza della situazione degli edifici scolastici in Italia.

Il sole di San Giuliano di Puglia ci saluta al momento della partenza
Il sole di San Giuliano di Puglia ci saluta al momento della partenza

L’avvio della prima tappa, prevista di 18 km e con destinazione Ripabottoni, ha messo in moto i muscoli delle gambe e della lingua, approfittando dei suggerimenti di cammino e delle storie delle persone che ci hanno salutato dalla soglia di casa o, in qualche caso, hanno deciso in quattro e quattr’otto di accompagnarci per un po’.

Un abitante di San Giuliano di Puglia ci saluta e ci indica la via
Un abitante di San Giuliano di Puglia ci saluta e ci indica la via

Sull’antico percorso del tratturo abbiamo preso il ritmo per la marcia, figurandoci i greggi che stagionalmente coprivano in pochi giorni queste lunghe distanze, dal mare alla terra, adattandosi con gradualità al cambio di clima e sostenendo piccole economie locali, nonché portando momenti di festa in borghi altrimenti isolati dai flussi di persone e merci. Le tracce della transumanza evocano un mondo antico che viveva di una saggezza altrettanto antica e che in parte ancora si può respirare nell’aria che odora di grano e ha il colore rosso porpora delle sulle, i fiori tipici che crescono lungo i tratturi.

Verso Ripabottoni

Insegna tratturo